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Erotismo e sessualità, tra pregiudizi e ipocrisia

settembre 23, 2021

Esistono numerosi modi di sperimentare e vivere la propria sessualità,
diverse sensibilità di percepire o recepire le stimolazioni erotiche…
e proprio nel passaggio critico della traduzione di alcune fantasie in realtà
avviene il cortocircuito tra ciò che è universalmente accettato, o accettabile,
e ciò che non lo é.
Mi confrontavo poco tempo fa con Agata, una donna che come il sottoscritto condivide
apertamente il piacere di dialogare su questi temi “scomodi” e talvolta imbarazzanti,
e per l’ennesima volta ho avuto la riconferma che c’è ancora molta strada da percorrere sul piano dell’abbattimento di pregiudizi ed ipocrisie che avvolgono la sfera dell’eros, sia in ambito tradizionale che in campo più trasgressivo.
Agata mi scrive <<… Di solito le fantasie fetish sono sempre un pò….da porcellino, non trovi? >>
Le ribatto fugacemente:
<<…più che da porcellino, le trovo da “raffinato degustatore” alla ricerca di stimoli non convenzionali… faccio un esempio: nel sesso cosiddetto “vanilla” (normale) molte coppie praticano il cunnilinguo o perfino l’anilinguo… anche queste dovrebbero essere pratiche “da porcellini” ! …non pensi? >>.
Da questo breve estratto del nostro reciproco confronto sul tema emerge già la diffusa percezione che il grande pubblico ha su ciò che è ritenuto comunemente “naturale e normale” e ciò che invece è considerato “innaturale e anormale”, o meglio ancora “trasgressivo e perverso”.
L’ambito parafiliaco dell’eros è un campo minato, basta compiere un passo falso, anche solo con il linguaggio utilizzato, e si salta per aria! …
la situazione si aggrava se inoltre citiamo la parola quasi proibita “feticismo”, che implica immediatamente la messa in campo dei significati più negativi e patologici che vi si possano ascrivere.
Del feticismo, anche nelle sue legittime e riconosciute accezioni patologiche, che ho trattato ampliamente anche nel saggio “Profumo di zoccoli” ( https://doctorretifist.wordpress.com/download/ ), non è il caso di ritornare ad argomentare in questo articolo…
ma ciò che mi preme qui evidenziare ancora una volta è la perdurante cappa di pregiudizi e di ipocrisie che emerge quando si parli di “diversità” in ambito erotico-sessuale, anche e soprattutto nelle sue modalità espressive e pratiche.
E’ evidente che la nostra società non è ancora pronta ad affrontare in maniera più serena queste tematiche, ma qualche timido segnale di apertura di tanto in tanto si affaccia su questo mondo…
e noi qui abbiamo proprio il compito ingrato di provare ad allargare quella breccia.

Doctor R.

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