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Psicologia Fetish (Parte III)

settembre 10, 2021

…è una pulsione irresistibile, una scarica adrenalinica che parte dal cervello e condiziona il tuo corpo (o viceversa?); a volte la temi e vorresti frenarla, ma poi lei ti soggioga e vince…proprio come la donna da cui essa emana, attraverso quelle sue sensuali sorprendenti armi di seduzione e potere, cui tu non potrai mai dire di no…”

La psicologia fetish può essere bene rappresentata dalla breve descrizione dello stato emozionale riportato qui sopra, ma ad onore del vero sarebbe troppo riduttivo ricondurla ad una semplice “pulsione” o “stato emozionale”, infatti la psicologia fetish è qualcosa che supera i concetti appena menzionati e difficilmente può essere classificata sotto una precisa definizione o categoria.

La psicologia fetish può manifestarsi sotto diverse forme e trovare modi differenti di “realizzazione” nel momento in cui migra dallo stato puro delle fantasie erotiche a quello della vita reale.

I problemi o pericoli di gestione di una psicologia fetish possono proprio insorgere nel corso di questa possibile “mutazione genetica” del suo stato, perché trovare il giusto equilibrio tra il mondo delle fantasie (e delle pulsioni) e quello dei comportamenti e delle relazioni interpersonali reali può rivelarsi un compito più difficile del previsto. Naturalmente risulta impossibile, o molto difficile, immaginare la realizzazione di una qualunque fantasia fetish laddove non esistano due soggetti interessati entrambi da deformazioni psicologiche di tipo feticista o retifista, e in particolare dove le “preferenze” (gusti fetish) non abbiano punti comuni o di contatto che possano sancire una discreto margine di compatibilità tra le persone coinvolte.

A di fuori di questo “ambito di compatibilità” è difficile pensare a possibili forme di dialogo e di intesa psicofisica ed erotico-sessuale tra i soggetti. E questa è tra le principali ragioni per cui è necessario individuare innanzitutto questo “ambito” operativo comune tra persone interessate da deformazioni fetish, proprio per evitare che insorga in partenza o a posteriori una conflittualità relazionale e un problema di accettazione della propria ed altrui natura psichica ed erotica.

Le persone caratterizzate da una psicologia fetish cercano costantemente questo genere di equilibrio e rapporto con se stesse e le altre persone; ne sono una chiara dimostrazione i crescenti contatti virtuali che esse provano ad instaurare attraverso la rete internet nella speranza di potere approdare ad incontri e conoscenze reali, che permettano loro di sperimentare e vivere le proprie pulsioni fetish in modo compiuto e totale, e soprattutto senza conflittualità e sensi di inadeguatezza.

La gestione di questo tipo di rapporti o relazioni fetish tra soggetti è di solito tutt’altro che facile, in particolare nel momento in cui si decide di passare dal mondo delle fantasie a quello delle esperienze reali. Per facilitarsi il compito e bruciare subito le tappe di avvicinamento a questo genere di esperienze numerose persone preferiscono subito rivolgersi a figure professionali che offrono servizi fetish a pagamento (Mistress, Prodom, Master, BDSMer, ecc.), ma in alcuni casi questa veloce soluzione si rivela poco adatta al tipo di “ricerca di emozioni e risposte esistenziali” che questi soggetti vorrebbero trovare nel mondo esterno alle proprie fantasie ed esigenze erotiche, generando spesso uno stato di frustrazione causato dalla delusione delle aspettative personali.

Un’alternativa valida a questo percorso facilitato è la ricerca di comuni persone che si dimostrino disponibili a condividere questo genere di emozioni ed esperienze, percorso tuttavia irto di imprevisti e difficoltà e soprattutto capace di consumare molto tempo ed energie a coloro che decidono di dedicarvisi. Motivo per cui molte persone abbandonano i propri migliori propositi e scelgono di accontentarsi di semplici esperienze virtuali…spesso anche per timore di non essere capaci di gestire “situazioni reali”.

Quando questo genere di problemi vengono finalmente superati e il contatto reale con l’altra persona viene reso possibile, le persone interessate dalla deformazione fetish hanno la preziosa opportunità di vedere esaudite le proprie aspettative e di potere costruire un rapporto più vero e solido con il partner di relazione o “gioco erotico”. Giunti a questo nuovo scenario si possono palesare tuttavia nuove domande e problematiche esistenziali, che pongono in prima linea la questione delicata della possibilità di coesistenza tra relazioni fetish e non. Esistono infatti persone che non riescono, per loro sfortuna, ad esaudire o completare le proprie esigenze fetish all’interno della stessa relazione di coppia e cercano pertanto di ricreare occasioni “libertine” di sperimentazione del fetish all’esterno della propria relazione. Una situazione potenzialmente molto pericolosa , anche quando non sia presente un interesse sessuale per soggetti diversi dal proprio partner usuale, perché in grado di incrinare il rapporto di reciproca stima e fiducia all’interno della stessa coppia.

Naturalmente il fetish di cui stiamo argomentando non dovrebbe avere nulla a che spartire con l’amore e con i desideri di tradimento (erotico e/o sessuale), ma è innegabile altresì il fatto secondo cui il limite tra esigenze fetish ed esigenze erotico-sessuali è labile e spesso può condurre a conflitti e incompatibilità insanabili tra i vari generi di rapporto. Se ci fosse un reale rispetto totale delle persone ed una reciproca accettazione anche delle proprie esigenze fetish e delle proprie fantasie la “coppia moderna” sarebbe capace di accettare questo genere di “evasione fetish” in esterno alla coppia, e forse non avrebbe necessità di ricorrere a tale evasione perché in tal caso farebbe di tutto per assecondare le rispettive pulsioni realizzandole all’interno della coppia stessa… discorso complicato e difficile da attuare nella realtà del menage quotidiano dei tradizionali rapporti di coppia.

La difficoltà principale è proprio quella di riuscire a fare accettare ad entrambi i partner l’idea che possano coesistere “rapporti interpersonali paralleli” dove il “libertinaggio fetish” non venga mai confuso con il “libertinaggio erotico-sessuale” e vissuto come tale, perchè in quet’ultimo caso la sovrapposizione dei due concetti porterebbe a configurare un effettivo “tradimento”.

Conoscere la propria ed altrui psicologia fetish è una base importante per riuscire a comprendere meglio e gestire la propria deformazione fetish nel rapporto con le altre persone, senza dovere necessariamente reprimere la propria natura o vivere queste pulsioni e passioni in modo colpevolistico e conflittuale.

Doctor R.

autore del saggio “Profumo di zoccoli”

Leggi anche “Psicologia Fetish (parte 2)

Il gesto sensuale ed eroticamente fetish del “dangling“…

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