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Uno spazio dove riflettere e confrontarsi intorno alle tematiche del Fetish, del Femdom e BDSM nelle relazioni tra uomo e donna.

L’adorazione del piede femminile

L’adorazione del piede femminile per qualcuna e qualcuno resterà sempre un tabù, ma per coloro che hanno mentalità aperta e viva curiosità di sperimentare sensazioni diverse nell’ambito dell’erotismo e sessualità… l’adorazione del piede è una delle porte d’accesso preferenziale per la scoperta del piacere erotico.

La difficoltà principale è vincere l’atavica repulsione psicologica per il piede considerato una parte del corpo “sporca”…
come se leccare o annusare altre parti erogene del corpo non fosse una cosa “sporca” o poco igienica! 😉
E’ ciò dimostra che é solo una questione psicologica e di pregiudizio culturale-sociale e religioso….


Doctor R.

Il Relativismo delle parole…

Nel vocabolario della lingua italiana troviamo la definizione di
Leccapiedi
lec|ca|piè|di
s.m. e f.inv.
comp. di lecca- e del pl. di piede.
spreg., chi si comporta in modo servile e adulatorio, spec. nei confronti di persone importanti o potenti, per trarne vantaggi.
Questa è la definizione più diffusa e comune del termine.
Ora provate a cambiare il contesto in cui utilizzarla.
Portatela nel mondo del foot-shoe fetish… vi accorgerete che questa definizione non solo perde di validità generale, ma muta profondamente anche la sua valenza negativa.
Anche i concetti di “servilismo” e “adulazione” su cui si basa cambiano prospettiva.
La prima volta che una ragazza mi disse, durante una sessione erotica-sessuale, che ero un ottimo leccapiedi, il significato tradizionale del termine assunse un valore incredibilmente positivo… Lei in tutta sincerità aveva effettivamente espresso un complimento nei miei confronti, naturalmente giocando contemporaneamente anche sull’ambiguità o sull’ambivalenza dei significati… probabilmente anche per il gusto di fare leva sul significato di sottomissione e sul senso di umiliazione che avrei potuto provare in quel particolare momento. Ma io avevo avvertito solo un grande piacere ed una immensa gratificazione nel farlo, e avevo afferrato anche il piacere di Lei che si era prestata senza troppe remore o imbarazzi a quella sessione di adorazione dei suoi piedi.
Lei aveva colto il significato profondo di quella pratica.
Aveva compreso che adorando i suoi piedi io avevo dimostrato di volere adorare anche Lei, superando il concetto tradizionale di “feticismo”.
Purtroppo solo poche altre Donne nella mia vita mi hanno mostrato di avere colto questa sottigliezza di significato nello svolgimento di questa pratica e questa incomprensione è stata sicuramente uno dei fattori che hanno scatenato incompatibilità e conflitto nel portare avanti alcune relazioni.
Le persone sono diverse, come diversi sono i contesti e le stagioni della vita in cui le persone si incontrano…
E’ fondamentale “relativizzare” e mettersi in ascolto delle reciproche esigenze, cercare di uscire dagli egoismi, che sono sempre a senso unico…
Non è sempre facile confrontarsi e comprendersi… ma vale la pena provarci.
Ne va della nostra e altrui felicità.
Doctor R.

Chi è stato Elmer Batters ?

Chi è stato Elmer Batters ?
In internet ho trovato questo breve stralcio che sintetizza chi sia stato Elmer Batters:
” Elmer Batters (1919-1997) è stato il grande maestro della raffigurazione delle gambe e dei piedi. Mentre tutti gli altri preferivano il brivido dell’incavo di un seno, l’occhio del maestro era sempre maggiormente attirato dall’arco di un piede, da dita aggraziate o da un tallone ben disegnato. “
Naturalmente Elmer Batters è stato molto di più di quello che vi ho riportato qui sopra… e per me è stato l’iniziatore ufficiale della mia formazione culturale estetica e sensoriale nel mondo del fetish.
Lo conobbi quando ero ancora un giovane studente universitario attraverso l’acquisto di una pubblicazione che influenzò in maniera irreversibile la mia visione definitiva del foot-shoe fetish.
“From the Tip of the Hose to the Top of the Toes” fu una grande sorpresa e la conferma che le mie fantasie e preferenze erotiche fetish non erano nate solo nella mia mente ma si erano materializzate già molto prima nell’opera fotografica ed artistica di Batters… wow!
Forse Doctor R. nacque proprio in quel momento… dopo la scoperta dell’opera di Batters 😉


Doctor R.


Foto dal libro “From the Tip of the Hose to the Top of the Toes”
(Elmer Batters – Edizioni TASCHEN)

La Donna che comanda…


In numerose occasioni ho sentito dire da tante Donne che loro cercano uomini forti e sicuri, non “maschi zerbino”…e non posso certamente negare che questo non sia vero.
Sicuramente vero se questo desiderio di sicurezza da parte femminile lo si intende esteso alla vita quotidiana nel suo complesso…. magari fuori dai classici intramezzi dei momenti “trasgressivi” di intimità nella coppia.
Eppure sono convinto (ma forse mi sbaglio o mi illudo) che anche la Donna che vuole essere “rassicurata” dal proprio uomo non disdegni talvolta ricevere attenzioni da parte del maschio posto in un ruolo remissivo… anche solo in modo temporaneo…non “zerbino a vita”, ma “schiavo” in quel preciso momento di intimità in cui la Donna è comunque rassicurata di avere in totale suo potere e controllo il “suo” uomo.
Voi cosa pensate di questa mia convinzione?…


Doctor R.


Ph. credits profilo fb: Mitamita Mita

La travolgente passione per piedi (e calzature) femminili


I piedi di Donna li ho sempre amati, é un amore che si é sviluppato a partire dalla mia tenera infanzia, quando coi piedi e con le calzature femminili ero solito giocare… si, tutto è partito probabilmente da una innocente attività ludica, come ho narrato e bene analizzato nel mio saggio digitale “Profumo di zoccoli”. Nel mio caso personale fu un paio di zoccoli vissuti a generare la mia deformazione fetish….ma di lì ai piedi femminili il passo fu veramente breve. Una passione che nacque come esplorazione ludica secondo una modalità tattile ed olfattiva, poi gustativa ed estetica… in questo modo il coinvolgimento dei sensi fu progressivo e totale. Per molti uomini “leccare i piedi” di una Donna è stato sempre vissuto come un tabù, una violazione del pudore, una vergogna, qualcosa da nascondere perché ritenuta una perversione o una vera e propria “malattia psichica” …a tutto questo se aggiungiamo il fatto che leccare i piedi è indubbiamente leggibile anche come un gesto di sottomissione e resa psico-fisica è facile comprendere come il foot-shoe fetish sia tuttora una parafilia accettata e “tollerata” da pochissime persone.
Ma qualcosa si è mosso nel corso degli ultimi trent’anni… é migliorata la conoscenza e la consapevolezza riguardo ai diversi profili erotici e sessuali delle persone… vi é stato uno sdoganamento di numerosi temi legati alla sessualità e al modo di viverla e praticarla. La diffusione più capillare dei temi legati alla cultura BDSM ha sicuramente agevolato questa apertura verso temi che fino a qualche decennio fa era molto difficile solo pensare di potere affrontare… la strada è certamente ancora lunga e tortuosa, ma le nuove generazioni possono essere più ottimiste di quelle passate.
Nel frattempo non ci resta che continuare a discuterne apertamente e almeno nell’intimità continuare a godere di questo piacere “proibito” con massima soddisfazione nostra e delle Donne che accettano anche questo genere di attenzioni.
Danilo Erreni (Doctor R.)

Pregiudizi e luoghi comuni: tra Zoccoli e Zoccole

Esiste ancora ai nostri giorni un luogo comune duro a morire, un pregiudizio frequente che associa all’immagine della donna che calza gli zoccoli anche l’idea che sia una “donna di facili costumi”….il motivo di questa ricorrente associazione è presto svelato.

Ai tempi in cui la legge non aveva ancora impedito alle prostitute di passeggiare liberamente sui marciapiedi per adescare i clienti…queste erano solite indossare rumorosi zoccoli di legno. Probabilmente il nome volgarizzato di “zoccole” è derivato proprio da questa loro abitudine ad indossare zoccoli.

Esistono inoltre altre origini etimologiche alla base del termine “zoccola” (prostituta), una delle quali si riferisce al topo di fogna, che al pari dello status di meretrice condivideva l’idea di “sporcizia” in senso morale e alle volte anche fisica, a causa delle cattive condizione igieniche in cui molte prostitute erano costrette a vivere… ma questa è un’altra faccia della narrazione.

Quindi per tante persone è stato sempre molto immediato e facile il passaggio ideologico e di immagine tra “Donna zoccolata” e “donna zoccola”.

Forse questa è una delle possibili motivazioni per cui molte donne, e non solo, hanno spesso mostrato un rifiuto atavico verso questa calzatura “povera” e “sporca”.

I pregiudizi sono sempre duri a morire, nonostante l’evoluzione dei costumi e della società farebbero presagire ormai il contrario…

E a proposito di pregiudizi vi lascio alla lettura di questo articolo: https://www.50sfumaturedimamma.com/2016/09/non-sono-mai-stata-zoccola-purtroppo-ma.html

Danilo Erreni

autore del saggio autore del saggio Profumo di zoccoli https://doctorretifist.wordpress.com/download

Tra sogno e realtà: come gestire una personalità fetish?

Tra sogno e realtà: come gestire una personalità fetish?

Questa domanda me la sono posta in più occasioni e purtroppo non ho mai trovato
una risposta universale, capace di appagarmi e convincermi allo stesso tempo.
Per questo motivo oggi ho deciso di porre questa annosa domanda ai miei potenziali lettori,
nella speranza che qualcuna/o di loro possa fornire qualche elemento in più per formulare
una risposta finalmente plausibile.
Gestire una personalità erotica-sessuale fetish
(una personalità con deformazioni foot-shoe fetish per essere più chiari ed espliciti)
non è un compito facile, ma credo che non sia neppure una cosa impossibile e la prova materiale
di questa mia convinzione è dimostrata proprio dalla mia storia di vita…
Certamente la gestione della mia personalità fetish ha comportato qualche difficoltà nel corso
della mia maturazione erotico-sessuale, ma a dispetto delle palesi difficoltà mi ha permesso
nel tempo di costruirmi anche una corazza per affrontare al meglio le sfide e tentazioni
che una deformazione del genere può generare, anche nei momenti che meno di aspetti…
Ora, fatta questa premessa generica e generale, voglio scendere più nel dettaglio di cosa
comporti questa “deformazione fetish”.
Tu, soggetto con “deformazione fetish”, puoi essere anche l’uomo più innamorato,
felice e appagato del mondo, ma dentro di te avrai sempre un lato della tua personalità
che non risulterà mai appagato a sufficienza, perché continuamente alla ricerca di esperienze
che possano risvegliare ricordi e sensazioni legate al tuo vissuto esperienziale.
Il tuo passato è come un marchio che ti ha segnato per sempre e dal quale non potrai mai totalmente
affrancarti.
A Doctor R. è accaduto proprio questo, una marchiatura a fuoco vivo che ne ha plasmato
definitivamente la personalità erotica e sessuale.
Puoi reprimere, controllare ed anche dissimulare, le tue pulsioni fetish nella vita quotidiana,
pubblica e privata, certamente ci puoi riuscire…
ma il tuo subconscio non ti asseconderà mai, lui camminerà apparentemente al tuo fianco ma poi,
quando meno te lo aspetti, cambierà strada e forzerà la tua psiche ad esprimere ciò che lei desidera
senza troppi vincoli e imposizioni esterne.
Il sogno libera la parte più inconscia e profonda del nostro essere e disvela la parte più irrazionale
e sentimentale della nostra personalità.
Così, seguendo questa sua natura, questa notte mi ha strappato alle regole e consuetudini della quotidianità per rapirmi nel mondo del mio subconscio e ricordarmi che la mia “deformazione fetish” é dormiente, ma é sempre viva nel profondo del mio inconscio e che vale a poco nasconderla o fingere che non esista.
Per dovere di cronaca non ricordo bene tutti i dettagli del sogno, ma ricordo bene la strana e
incontenibile pulsione erotica verso i piedi di una donna “immaginaria”,
che con certezza non erano quelli della mia Donna Amata e Padrona…
e ricordo altrettanto bene il conflitto interiore che questa mia pulsione fetish ha riacceso dentro di me,
come se la parte razionale volesse ancora imporre il suo controllo anche nella bolla della dimensione onirica.
Al risveglio ho provato uno strano e passeggero turbamento per questo sogno inaspettato, che sarà
probabile fonte di ulteriori indagini e riflessioni sulla mia personalità erotica…
resta comunque irrisolta la domanda amletica di partenza:
Come gestire la propria personalità fetish? …Essere o non essere, questo è il problema.

Doctor R.
https://doctorretifist.wordpress.com

il Piacere “A”

Piacere erotico e piacere sessuale sono due facce della stessa medaglia, ma naturalmente possono esprimersi in modi diversi e cambiare da persona a persona… perché in gioco entrano fattori culturali, sociali e religiosi. Il piacere erotico-sessuale può essere stimolato e indotto in modi e tempi diversi e può essere sperimentato con differenti modalità.

Per sintetizzare queste modalità possiamo affermare che ne esistono in breve tre principali:

Il Piacere “F” (fallico), il Piacere “V” (vaginale) e il Piacere “A” (anale).

Se il Piacere “F” e “V” sono considerati del tutto naturali e ben accettati, con le dovute distinzioni, sia sotto il profilo socioculturale sia religioso, la stessa affermazione non la si può fare per il piacere “A”, che a tutt’oggi è considerato ancora dalla maggioranza delle persone un piacere tabù.

Lo stigma religioso ha certamente giocato un ruolo fondamentale nella condanna inappellabile verso questa modalità di sperimentare il piacere erotico-sessuale, relegandolo in maniera definitiva nel novero dei comportamenti tipici dei bassi istinti animaleschi e collegandovi allo stesso tempo il concetto di sporcizia fisica e morale. Per la religione l’orifizio anale è deputato al solo espletamento di determinati bisogni corporali e la sola fantasia di estenderne l’utilizzo in ambito erotico-sessuale è bollata come idea peccaminosa e non consona all’essere umano. Questa rigidità del mondo religioso verso il piacere “A” se può essere almeno comprensibile dal punto di vista dell’etica religiosa e dei suoi costumi, al di fuori di essa non trova grandi appigli per non meritare di non essere considerata come via alternativa o complementare alla ricerca e soddisfazione del piacere erotico-sessuale.

Naturalmente la problematica sanitaria ed igienica legata a questa modalità è un aspetto importante, da non sottovalutare, e va tenuta sempre in debita considerazione.

Tuttavia lo stigma religioso non è l’unico ostacolo alla diffusione di questa modalità. Esiste anche uno stigma socio-culturale che porta la maggioranza delle persone a temere o a provare imbarazzo nella velata possibilità di sperimentare il piacere anale anche una sola volta nella propria vita. E’ un tabù che riguarda ambo i sessi, ma che nel caso dei maschi viene vissuto in maniera ancora più problematica:

vi è un pregiudizio ormai vecchio e consolidato che considera il piacere anale una caratteristica del mondo della sessualità femminile… se un maschio osa solo fantasticare di essere penetrato analmente da una donna, non solo va contro natura ma viene anche definito omosessuale o con tendenze omosessuali, con tutto quello che ne consegue in una società ancora in prevalenza omofoba.

Doctor R. è perfettamente eterosessuale, è attirato eroticamente e sessualmente solo dalle donne, ma questo non va letto come sua preclusione alla possibilità di sperimentazione del proprio piacere anale con la partner.

L’avvicinamento alla sperimentazione del piacere anale deve essere innanzitutto mentale, come accettazione dell’idea che possa esistere un piacere diverso e complementare a quello fallico e vaginale, sia nella sessualità personale che in quella compartecipata con il/la partner. Una volta accettata questa possibilità un possibile passo verso la sperimentazione pratica è l’acquisto di gadget erotici (sex toys) che possano facilitare il superamento dei tabù collegati alla paura del dolore fisico. L’impiego di dilatatori e cunei anali aventi piccole o modeste dimensioni è sicuramente un passaggio fondamentale per la iniziazione verso questo modo di sperimentare il piacere erotico-sessuale del proprio “lato b”.

Per approfondimenti ulteriori su questo tema:

Cunei o buttplug per la sperimentazione e allenamento al piacere anale:

https://www.mysecretcase.com/collections/butt-plug

Doctor R.

Dominato dalla dottoressa con gli zoccoli fetish… (Racconto fetish FemDom) – Parte 2

….
Impossibile resistere alla mia aguzzina dottoressa…
in preda all’eccitazione erotica accondiscesi al suo trattamento finale.
Mi tolse la mascherina dagli occhi e girandomi verso di lei, che si era posizionata su un alto trespolo,
mi tirò verso di lei con un guinzaglio che era stato da lei successivamente applicato al collare posturale
e in quella posizione mi impose i suoi piedi in calze odorose appena sfilati dai suoi zoccoli,
anch’essi intrisi di un’aroma indicibile e per me “sconvolgente”.

Ero suo, soggiogato dal suo aroma e dal suo carisma e dalla sua autorità…

(La seconda parte del racconto inizia da qui… )

Questa situazione “hot kinky”, da principio avvertita come una coercizione unilaterale, fastidiosa e imbarazzante, perché tessuta dalla Dottoressa con cinico inganno e senza alcuna possibilità di premonizione da parte mia su come si sarebbe poi realizzata,
si tramutò velocemente in un’appagante performance erotica fetish, in un desiderio consensuale
di violazione della mia intima sfera erotico-sessuale; avrei voluto contribuire direttamente con le mie fantasie ad arricchire quella sessione di dominazione, totalmente annichilito ai suoi piedi…
ma lei continuò a essere l’unica padrona indiscussa di quell’abile gioco fetish o tormento di seduzione, che mai prima di allora avevo potuto meglio sperimentare in chiave foot-shoe fetish con una Donna.

Con estrema fermezza autoritaria tirava il guinzaglio a sé, in modo da comprimere il mio volto
sotto le sue piante sensuali e odorose, avvolte da prima in calze di nylon leggermente sudate
e successivamente denudate per regalare al mio olfatto feticista l’intera gamma aromatica delle sue grazie podali.
A tratti mi mancava il respiro, perché imbavagliato, e Lei con piglio sadistico mi rivolgeva
epiteti canzonatori, affermando che da quel giorno in avanti quel trattamento da suo prigioniero personale sarebbe stata la mia “ora d’aria” e che il mio naso e lingua sarebbero stati devoti strumenti al suo servizio, per procurarle piacere ma anche per svolgere funzioni utilitarie come la pulizia regolare delle sue calzature… zoccoli prima di tutto.
Provai ad opporre un ultimo disperato e quasi farlocco tentativo di resistenza a quella imposizione…
ma fu tutto vano, Lei rincarò la dose…. prese uno degli zoccoli odorosi che si era sfilata dai piedi
e me lo applicò al viso con due cinghie di pelle con fori borchiati simili a cinture.
Scese dal trespolo e si sedette all’altezza della mia sedia per acquisire una posizione più comoda e potere infierire
con le sue grazie podali sul mio sesso, che incominciò ad essere massaggiato dolcemente per raggiungere
in brevissimo tempo un livello di inturgidimento tale da non poterle opporre più alcuna resistenza.
Compiaciuta e divertita decise di alzare la posta in gioco, liberandomi temporaneamente dalle legature alla sedia.
Mi denudò dalla vita in giù, mi fece posizionare a carponi e mi impose il gioco erotico
del “pony play”…naturalmente non prima di avermi lubrificato bene con gel e titillato l’orifizio anale
con un tacco di una sua vertiginosa e sexy decolleté che custodiva in un armadietto presente in quella “stanza proibita”.
Tutte queste stimolazioni fisiche e sensoriali mi provocarono un’inevitabile e copiosa eiaculazione.
Appagato e spossato da quel gioco fetish mi illusi che la Dottoressa mi avrebbe di lì a breve congedato…
macché, nulla di più lontano dalle sue sadiche e perverse intenzioni…
infatti mi fece riprendere fiato per almeno una decina di minuti, nel frattempo si riposizionò come vera regina suprema sull’alto trespolo e tenendomi rigorosamente legato al guinzaglio, fissato alla caviglia del suo piede sinistro, mi liberò il volto, e in particolare il naso, dalla “piacevole” tortura dallo zoccolo odoroso.
Oh, finalmente un pò di aria pura! …ero ancora imbambolato e soggiogato da tutto quello che aveva operato su di me…
avrei voluto gridarle a gran voce che era una pazza ninfomane feticista… ma in fondo quel trattamento mi era piaciuto e tanto… ma se anche solo lo avessi voluto era impossibile, perché la mia bocca era ancora imbavagliata dalla restrittiva ballgag che mi aveva imposto all’inizio dello strano test…
“Ora, zitto e a cuccia!”…quest’ordine perentorio interruppe le mie elucubrazioni mentali, riportandomi alla nuda e cruda realtà e degradandomi alla condizione di un “cagnolino” al suo servizio.
In risposta provai a mugugnare qualcosa e… subito, nemmeno il tempo di realizzare il movimento, una calorosa fiamma deflagrò sulla mia guancia destra.
“Sei sordo?! Ti avevo intimato di stare in silenzio e calmo!”.
Appena terminata di proferite queste parole autoritarie tirò nuovamente la catena del guinzaglio verso di se, avvicinandomi al suo piede cui ero vincolato…
“Un vero peccato che tu non lo possa baciare! Ma ancora peggio che tu non lo possa gustare…”,
intercalò con una sadica e quasi isterica risatina.
“Ti dovrai accontentare di contemplarlo e respirarne il delizioso aroma… che conosci già, vero?!…”.
S.A.Q.B. (Sadica e Autoritaria Quanto Basta) avrebbe pensato o detto qualunque uomo remissivo che si fosse trovato nella mia identica situazione.
Ma quell’uomo ero solo io, e l’unica Donna dominante di quel momento infinito era Lei… una delle poche che era riuscita prima di allora a fare emergere il lato migliore della mia remissività…da una parte l’avrei voluta infamare, ma dentro di me avvertivo anche una
forma di grata ed immensa riconoscenza nei suoi riguardi, per avermi concesso di sperimentare e godere del lato più bello della mia remissività erotica e sessuale.
Mentre pensavo e ripensavo a tutto questo, mi ritrovai col naso ad annusare avidamente quella fragranza seducente o leggero olezzo che si sprigionava dalle sue estremità, accompagnato di tanto in tanto dalla invitante pressione della sua mano che spingeva il mio capo reclinato intento all’adorazione.
“E guai a te! Se osi contraddirmi! …Piuttosto, cerca di trattenere la felicità del suo sesso e di non spandere il tuo seme ovunque!”
Questa frase mi raggelò e tarpò definitivamente il mio orgoglio virile, compreso l’ultimo anelito di libertà da quella Donna Autoritaria.
La tempesta del mare ormonale e cerebrale in cui lei mi aveva gettato non si sarebbe più calmata e l’unica ancora di salvezza per uscire da quella condizione era assecondarla in tutto e per tutto… non avrei avuto comunque altra scelta.
Così, con remissione e incondizionata accettazione di quella temporanea condizione di prigionia mi lasciai totalmente sottomettere per appagare ogni suo desiderio e perverso capriccio.
Mentre mi dedicavo in silenzio e con estrema devozione al “massaggio olfattivo” dei suoi piedi, Lei
era intenta a leggere un libello e a rispondere con messaggi al suo cellulare, apparentemente incurante
dei miei umili e degradanti servigi.
Stranamente incominciai a temere proprio che di punto in bianco mi avrebbe impartito l’ordine di fermarmi, di allontanarmi da quella servile e disgustosa pratica fetish, che per me invece si era trasformata in una fonte di estremo piacere erotico e sessuale.
Non lo fece… ma aggiunse un ulteriore tormento.
Scese dal trespolo e mi intimò di seguirla a quattro zampe verso un armadio…
ero tenuto al guinzaglio e dove mai sarei potuto andare se non nella sua stessa direzione!?
Meglio tuttavia non contravvenire all’ordine… per non rischiare punizioni meno piacevoli (pensai).
“Questo giocattolino ti piacerà…vedrai…anzi, sentirai!” disse giunti in prossimità dell’armadio misterioso.
Il suo sadismo e la sua fantasia sembravano non conoscere limiti.
Fu così che in meno che non si dica mi applicò una cintura di castità al membro, che per mio sollievo
era momentaneamente ritornato in posizione più rilassata.
“Non illuderti di averla fatta franca!…sentirai…” aggiunse con una sadica e compiaciuta risata.
Mi bendò gli occhi con una mascherina in pelle…quelle tipiche utilizzate nei giochi sadomaso.
Pensai subito che la dottoressa doveva essere certamente una grande amante e praticante del mondo BDSM, considerato tutto l’armamentario che fino a quel momento aveva sfornato dai suoi armadietti proibiti…
ed effettivamente non deluse i miei sospetti.
“Ora rilassati e non opporre resistenza, altrimenti rischiamo di farci male!…
ma non temere, sarò veloce e delicata e il tuo godimento sarà assicurato.”
“Stenditi prono sui gomiti, mantieni alta la parte posteriore e divarica leggermente le gambe”.
Accondiscesi e mi preparai alla sorpresa….
La dottoressa incominciò a massaggiarmi dolcemente la zona perianale.
Fu un massaggio lento e delicato, che mi provocò subito piacere, seguito dall’applicazione
di un gel rinfrescante e lubrificante applicato con un guanto di lattice.


Dopo circa tre minuti di rilassante massaggio perianale avverto che il dito della dottoressa
entra velocemente nel mio orifizio e contrariamente a quanto mi attendevo provo
piacevole questa leggera penetrazione.
“Vedi?… è tutta una questione preparatoria di rilassamento fisico e psicologico e di affidamento…”
“…alla tua Padrona”, aggiunse sorridendo.
Su e giù e in circolo per qualche secondo…e il suo massaggio digitale viene
sostituito dall’inserimento veloce di un cuneo anale di medie dimensioni (conosciuto anche col nome di buttplug).
L’inserimento iniziale lo avverto leggermente caldo e doloroso, ma poi una sensazione di
liberazione e godimento si impadronisce del mio corpo e mi spinge ad emette un lieve gemito di piacere
…che viene ovattato dalla mia ballgag… mica me la toglie l’aguzzina!
“Eccoti sistemato a dovere!… cucciolo”.
“Oh… noto che stai sbrodolandoti con la tua saliva!….
per quella non ti preoccupare…ma ricordati sempre di trattenere il seme…ih ih ih”.

S.A.Q.B. …e la sessione non era ancora volta al termine!

Il cuneo mi viene imposto 10 minuti, il tempo sufficiente ad ottenere una dilatazione più che ottimale,
viene lubrificato e reinserito dalle mani esperte della dottoressa…
il godimento fisico e psicologico mi trasale ma riesco a trattenermi.
Per rendere la sessione più “ricca e piccante”, per usare una tipica ed eufemistica espressione della dottoressa, lei decide di tanto in tanto di regalarmi una sculacciata con una paddle sadomaso (paletta in pelle)…
“Non puoi mica solo godere, tu!”
Sopporto e trattengo ad oltranza, ma sto per esplodere… e Lei, la Padrona aguzzina, lo sa…
Condotto verso le vette del piacere erotico-sessuale e fetish, decide di levarmi il bendaggio dagli occhi…
ora aggiunge la stimolazione visiva per coronare la mia sensazione di remissione totale al gentil sesso.

S.A.Q.B. …sta per giungere alle mie spalle il colpo da Maestra…e che colpo!

Di fronte a me pronato, a circa due metri, si disvela ai miei occhi liberati un grande specchio verticale, che sale dal pavimento verso il soffitto.
Lo specchio inquadra la scena più umiliante ed eccitante allo stesso tempo:
la mia aguzzina Dottoressa e Padrona che guida e controlla a piacimento i miei orgasmi fisici e mentali.
Il punto catartico della mia remissione sta per essere finalmente raggiunto, ancora una volta
guidato dalla sua autoritaria presenza, dalle sue capacità professionali e di seduzione, che unite in sinergia riescono a travolgere ogni mia resistenza e incertezza, abbandonadomi all’affidamento totale
alle sue mani e al suo supremo potere autoritario femminino.
La sua sensuale figura in camice bianco si slancia ancora più alta dietro di me
su quegli strani zoccoli fetish di pelle nera…
una leggera mossa della sua abile mano destra per aprire il camice e per lasciarmi intravedere
il sottostante outfit sexy sadomaso, composto da un minimale reggiseno il pelle e la sconvolgente
sorpresa di una cintura fallica con cinghie e dildo di colore nero… la dottoressa
dimostra di avere gusto anche nell’abbinamento dei colori… commento e sorrido “disperato e felice”
nei miei pensieri.
Un attimo e la dottoressa è già dietro di me, pronta per donarmi un altro dolce massaggio perianale…
avverto sfilare lentamente il cuneo…
mi lubrifica , massaggia e penetra con la sua cintura l’ultimo dei miei tabù.

Un piacere indescrivibile mi assale e avvolge.

La penetrazione al femminile si è disvelata.


“Ora potrai comprendere meglio la parte femminile che ogni uomo possiede.
Ora sei mio…
Gioisci di questa iniziazione e non considerarla una umiliazione.
Domani capirai e ti aprirò le porte a nuove esperienze, se tu lo vorrai.

Ora sei mio…
Rispetta e servi sempre la tua Donna Padrona”.

Doctor R.

Racconto – Parte 1 :

Il mio strano rapporto col mondo sadomaso e l’universo femminile…

8 Marzo – Festa della Donna

Quando nell’ormai lontano 2011 pubblicai in rete il libro digitale “Profumo di zoccoli” lo feci come operazione catartica, mettendo a nudo la mia psicologia, intorno ai temi della dominazione e sottomissione erotica-sessuale. Sebbene già allora non avessi mai sperimentato direttamente il mondo BDSM come alcune/i tra di voi fanno da anni… con la condivisione di pratiche e rituali che riguardano il BDSM lifestyle in tutte le sue possibili sfaccettature. Come allora anche oggi sono attirato e apprezzo solo alcuni aspetti particolari del BDSM, soprattutto quelli legati in maniera più diretta alla dimensione foot-shoe fetish del sadomaso. La mia deformazione “retifista”, per quanto io non possa tuttora definirmi un feticista-retifista tout court, ha profondamente influenzato il mio modo di approcciarmi al mondo del sadomaso, e prima di questo al modo di vivere e poi condividere queste passioni con l’universo femminile. La maggioranza delle Donne incontrate nella mia vita sono state figure forti e “dominanti” e paradossalmente questo loro status, o indole naturale, mi ha creato negli anni della mia infanzia e adolescenza non pochi problemi… perché allora non avevo ne gli strumenti culturali ne l’esperienza per relazionarmi al meglio con le Donne e gestire le situazioni che mi trovavo quotidianamente ad affrontare. E’ stato un percorso lungo e sofferto, che alla fine però ha regalato i suoi piacevoli risultati e ha plasmato la mia personalità erotica e sessuale.
Se sono ora qui a scrivervi questi pensieri è merito di questo percorso formativo e di vita.
Ringrazio pertanto tutte le Donne che in qualche misura e maniera hanno contribuito direttamente o indirettamente a costruire l’uomo che sono diventato, naturalmente con i suoi piccoli pregi e grandi difetti… sono consapevole che la strada per migliorare sia lunga e che giunto ad una età “matura” sia sempre più difficile cambiare in meglio, ma io ci provo e non demordo dal raggiungere questo obiettivo…
Auguri di nuovo a voi tutte, Donne-Domine della mia vita reale e virtuale, ma Auguri anche a quelle che nella loro indole remissiva mi hanno offerto la possibilità di un confronto con il lato femminile della sottomissione erotica, un’altra bella occasione di crescita umana e culturale.


Danilo Erreni (Doctor R.)
ph.(c) Doctor R. “Profumo di zoccoli” e foto b/n di Giorgio Rossi