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Uno spazio dove riflettere e confrontarsi intorno alle tematiche del Fetish, del Femdom e BDSM nelle relazioni tra uomo e donna.

Zoccoli e Femminilità

Le definizioni

femminilità s. f. [der. di femminile]. – Il complesso delle caratteristiche (psicologia, gusti, atteggiamenti, aspetto fisico esterno, ecc., e anche grazia, delicatezza, tenerezza) che sono proprie della donna in quanto si differenzia dall’uomo, o che a lei tradizionalmente si attribuiscono: una signora piena di f., di una squisita f.; donna priva di femminilità.
In psicologia, il concetto di “femminilità” indica una particolare sensibilità e una serie di atteggiamenti che la donna sviluppa nel corso della vita e che creano l’identità.


Zoccoli e Femminilità, un felice binomio

Tra i numerosi accessori che una donna può portare o indossare, e che contribuiscono a formare una precisa immagine di “femminilità”, emergono senza dubbio alcuno le gonne, le calze velate in nylon e tutto l’abbigliamento intimo femminile che bene si distingue da quello maschile… naturalmente ciò vale anche per le varie tipologie di calzatura, decolleté in testa alla lista delle preferenze. Eppure, per chi, come il sottoscritto, è cresciuto a cavallo degli anni ‘70 e ‘80 esiste un’altra tipologia di calzatura che ha modellato una precisa immagine della femminilità… gli zoccoli, simboli calzaturieri di libertà e grande informalità, già a partire dagli anni rivoluzionari dei cosiddetti “figli dei fiori”.
Gli zoccoli hanno segnato un’epoca e hanno fatto camminare le donne verso un sofferto traguardo di emancipazione sessuale, socio-culturale ed economica…che ancora ai nostri giorni non si è completamente realizzato. Gli zoccoli …quelli rumorosi, spesso grossolani, altre volte sensuali e raffinati, dai colori e dalle fogge più eclettiche e sorprendenti ci hanno restituito una tanto affascinante quanto provocante immagine della femminilità.
L’immagine di una donna libera ed emancipata, autoconsapevole della propria forza, carismatica e autoritaria sul piano intellettuale, fisico e simbolico… una Donna Dominante che incede con passo sicuro dall’alto di imperiose zeppe e tacchi vertiginosi, cui il “sesso forte” ha dovuto o voluto inchinarsi, per riconoscere e omaggiare il dono naturale e superiore della “femminilità”.


Doctor R.

autore del saggio “Profumo di zoccoli” https://doctorretifist.wordpress.com/download

Erotismo e sessualità, tra pregiudizi e ipocrisia

Esistono numerosi modi di sperimentare e vivere la propria sessualità,
diverse sensibilità di percepire o recepire le stimolazioni erotiche…
e proprio nel passaggio critico della traduzione di alcune fantasie in realtà
avviene il cortocircuito tra ciò che è universalmente accettato, o accettabile,
e ciò che non lo é.
Mi confrontavo poco tempo fa con Agata, una donna che come il sottoscritto condivide
apertamente il piacere di dialogare su questi temi “scomodi” e talvolta imbarazzanti,
e per l’ennesima volta ho avuto la riconferma che c’è ancora molta strada da percorrere sul piano dell’abbattimento di pregiudizi ed ipocrisie che avvolgono la sfera dell’eros, sia in ambito tradizionale che in campo più trasgressivo.
Agata mi scrive <<… Di solito le fantasie fetish sono sempre un pò….da porcellino, non trovi? >>
Le ribatto fugacemente:
<<…più che da porcellino, le trovo da “raffinato degustatore” alla ricerca di stimoli non convenzionali… faccio un esempio: nel sesso cosiddetto “vanilla” (normale) molte coppie praticano il cunnilinguo o perfino l’anilinguo… anche queste dovrebbero essere pratiche “da porcellini” ! …non pensi? >>.
Da questo breve estratto del nostro reciproco confronto sul tema emerge già la diffusa percezione che il grande pubblico ha su ciò che è ritenuto comunemente “naturale e normale” e ciò che invece è considerato “innaturale e anormale”, o meglio ancora “trasgressivo e perverso”.
L’ambito parafiliaco dell’eros è un campo minato, basta compiere un passo falso, anche solo con il linguaggio utilizzato, e si salta per aria! …
la situazione si aggrava se inoltre citiamo la parola quasi proibita “feticismo”, che implica immediatamente la messa in campo dei significati più negativi e patologici che vi si possano ascrivere.
Del feticismo, anche nelle sue legittime e riconosciute accezioni patologiche, che ho trattato ampliamente anche nel saggio “Profumo di zoccoli” ( https://doctorretifist.wordpress.com/download/ ), non è il caso di ritornare ad argomentare in questo articolo…
ma ciò che mi preme qui evidenziare ancora una volta è la perdurante cappa di pregiudizi e di ipocrisie che emerge quando si parli di “diversità” in ambito erotico-sessuale, anche e soprattutto nelle sue modalità espressive e pratiche.
E’ evidente che la nostra società non è ancora pronta ad affrontare in maniera più serena queste tematiche, ma qualche timido segnale di apertura di tanto in tanto si affaccia su questo mondo…
e noi qui abbiamo proprio il compito ingrato di provare ad allargare quella breccia.

Doctor R.

Incontri zoccolosi e fantasie foot fetish…

19 settembre…

Che giornata!
Mi reco in una località marittima del centro-nord per trascorrere una bella giornata di relax e …sbam!

L’epifania degli zoccoli si manifesta quasi subito…parcheggiata l’auto, dopo alcuni primi passi compiuti lungo i viali, scorgo in lontananza tra le viandanti una donna zoccolata… niente di strano, mi dico “sono in una località di mare e nonostante il clima non sia oggi dei migliori le donne amano comunque camminare in ciabatte, sandali e…zoccoli, naturalmente”… si fa l’ora di pranzare e decido cosí di entrare in un ristorante, appena preso possesso del mio tavolo dopo alcuni minuti entra una coppietta, e …sbam! Lei indossa un paio di bellissimi “zoccoli svedesi”…il mio acuto occhio foot-shoe fetish fatica non poco a distaccarsi dalla visione mistica del tallone nudo del suo piedino sexy che emerge dall’armonioso abbraccio della tomaia verde-turchese dello zoccolo… sono una coppia di motociclisti ma lei indossa zoccoli per l’occasione e questo dettaglio me la rende subito simpatica e decisamente attraente. Ma l’incontro più piacevole e stimolante della giornata deve ancora arrivare… infatti nel pomeriggio decido di entrare in un negozio di abbigliamento e…sbam! L’addetta alla vendita, forse la titolare del negozio? , indossa un paio di zoccoli con tomaia chiusa e tacco alto, zoccoli con bullette… direi quasi uguali a quelli che vi propongo nella foto allegata… e qui mi dico “oggi deve essere una giornata fortunata!…”, effettivamente era molto tempo che non vedevo questo genere di zoccoli ai piedi di ragazze e donne! La cosa che mi colpisce di più e stimola ulteriormente le mie pulsioni retifiste è il piglio autoritario e il modo di comportarsi di questa donna… che saluta con tono quasi di sfida e rigorosamente tutti gli uomini che entrano “pretendendo” che questi le rispondano al saluto pena “lamentarsi ad alta voce per non avere ricevuto alcuna attenzione e risposta”…naturalmente io avevo risposto gentilmente al saluto e non avevo potuto esimermi dal non restare subito calamitato dalle sue grazie podali zoccolate, messe bene in mostra da tanto spudorati quanto sensuali dangling e da regolari “sexy passerelle” compiute all’interno del negozio… voli della mia fantasia a parte ho avuto la chiara e netta impressione che questa Donna ricercasse realmente una forma di esercizio di seduzione da compiere su ogni uomo che entrava nel negozio e che lo facesse soprattutto attraverso l’uso della sua alta statura accentuata dai suoi deliziosi piedi zoccolati…
credo che in altra situazione e contesto se mi fossi trovato da solo al suo cospetto le avrei offerto i miei più delicati e rispettosi servigi.

Doctor R.

Alla scoperta della dimensione olfattiva nel fetish…


La sperimentazione olfattiva del piede e della calzatura è una “parafilia” che coinvolge un numero maggiore di persone di sesso maschile… sebbene esistano anche femmine attirate da questo modo di vivere il foot-shoe-fetish.
Nel saggio “Profumo di zoccoli” ho affrontato questo tema da un punto di osservazione prettamente maschile, ma non senza sconfinare talvolta anche nei meandri della psicologia femminile, grazie anche al contributo di ragazze e donne che hanno deciso di aprirsi a un sano e trasparente confronto su questi temi “borderline”.
A distanza di anni dalla pubblicazione di “Profumo di zoccoli” il feticismo calzaturiero e “podale” restano tematiche sicuramente indigeste alla maggioranza delle persone, tuttavia sono convinto che qualcosa in senso positivo si sia mosso e forse qualche resistenza ideologica verso l’accettazione di questa parafilia si sia stemperata…
accettare questa parafilia non significa accettarne gli aspetti più patologici o maniacali (i quali esistono in alcuni casi e in maniera acclarata) ma significa aprire la propria mente all’accettazione che possa esistere un modo diverso di percepire e sperimentare l’erotismo e la sessualità….dove non tutto è sempre classificabile come nero o bianco.
Certamente dobbiamo ancora compiere tanta strada sul fronte della diffusione di una corretta informazione e di un dibattito più sereno e trasparente.
In questo spazio vogliamo agevolare proprio questo genere di confronto, sempre nel rispetto delle peculiari “diversità” e di tutte le persone, a qualunque sesso e credo appartengano.


Doctor R.

Profumo di zoccoli https://doctorretifist.wordpress.com/download


Il Feticismo della calzatura (Feticismo Calzaturiero)

A pagina 76 del saggio “Profumo di zoccoli” viene trattato il tema della passione per le calzature femminili, inteso nel senso più ampio possibile ed analizzato come fenomeno a largo raggio che interessa ambo i sessi.

Il Feticismo Calzaturiero é infatti un fenomeno molto più diffuso ed amplio di quanto si possa immaginare e trova declinazione sotto numerose forme, con connotazioni differenti tra pubblico maschile e femminile. L’unico elemento invariabile è la comune attrazione e passione per il “feticcio calzatura” nelle sue varie declinazioni stilistiche e di genere.

Il concetto tradizionale di “feticismo” studiato in questo ambito assume certamente valenze diverse tra mondo maschile e universo femminile. Ho scelto consapevolmente di adottare i termini “mondo” ed “universo” proprio per sottolineare la grande differenza esistente tra la dimensione fetish vissuta dagli uomini e quella esperita dalle donne. Di solito (ma esistono eccezioni anche in questo caso) l’universo femminile, più complesso e articolato, vive la passione per le calzature come una fonte ideale per appagare un desiderio o piacere di carattere estetico-fruitivo-narcisistico, sicuramente sempre legato a doppio filo con la passione più generale per il mondo della moda… laddove per il mondo maschile la passione in esame rimane più relegata ad un campo più circoscritto e ad un livello fisico e materiale nel quale la calzatura diventa un oggetto “surrogante” della femminilità, un “feticcio” che viene investito di un incredibile potere seduttivo e spesso idolatrato al pari del soggetto che ne è l’indossatore e diretto fruitore, la Donna. Da questo particolare punto di osservazione il termine “feticismo” fa anche rima con “collezionismo”, perché di fatto questa grande attrazione per le calzature è caratterizzata dalla comune passione di genere collezionistico verso forme di acquisto quasi compulsivo di quanti più modelli possibili da potere sfoggiare (universo femminile) o contemplare-idolatrare (mondo maschile).

Il feticismo calzaturiero è quindi un tema che merita di essere meglio approfondito e sviscerato, perché dietro di esso risiedono anche particolari meccanismi psicologici e comportamentali, che denunciano specifici orientamenti o preferenze erotico-sessuali delle persone che sono interessate, o in qualche misura coinvolte, da questo fenomeno.

Doctor R.

autore del saggio “Profumo di zoccoli” https://doctorretifist.wordpress.com/download

Retifismo: il fetish per piedi e calzature femminili

…il fetish per piedi e zoccoli femminili


Solitamente sentiamo parlare o leggiamo di “feticismo”, o feticismo calzaturiero, e subito nell’immaginario comune della gente affiora l’idea del maniaco patologico dei piedi e delle calzature… forse in molti casi questa immagine può anche trovare un oggettivo riscontro. Comunque stiano le cose la passione e attrazione per piedi e calzature può assumere molte varianti e sfumature da persona a persona.
Quando parliamo di passione incontenibile per i piedi e per le calzature, trasformati in “feticci” erotico-sessuali tali da potere essere sostituiti alla persona allora possiamo a buon diritto parlare di “retifismo” (sicuramente considerato in una larga casistica un feticismo patologico)… tuttavia come ho cercato di argomentare anche nel mio saggio “Profumo di zoccoli” il feticismo e il retifismo possono anche assumere una veste non prettamente patologica quando i feticci non diventano elementi surroganti insostituibili della persona verso cui si prova attrazione erotica-sessuale…
per approfondire l’argomento vi invito a leggere il saggio:
https://doctorretifist.wordpress.com/download


Doctor R.

Psicologia Fetish (Parte III)

…è una pulsione irresistibile, una scarica adrenalinica che parte dal cervello e condiziona il tuo corpo (o viceversa?); a volte la temi e vorresti frenarla, ma poi lei ti soggioga e vince…proprio come la donna da cui essa emana, attraverso quelle sue sensuali sorprendenti armi di seduzione e potere, cui tu non potrai mai dire di no…”

La psicologia fetish può essere bene rappresentata dalla breve descrizione dello stato emozionale riportato qui sopra, ma ad onore del vero sarebbe troppo riduttivo ricondurla ad una semplice “pulsione” o “stato emozionale”, infatti la psicologia fetish è qualcosa che supera i concetti appena menzionati e difficilmente può essere classificata sotto una precisa definizione o categoria.

La psicologia fetish può manifestarsi sotto diverse forme e trovare modi differenti di “realizzazione” nel momento in cui migra dallo stato puro delle fantasie erotiche a quello della vita reale.

I problemi o pericoli di gestione di una psicologia fetish possono proprio insorgere nel corso di questa possibile “mutazione genetica” del suo stato, perché trovare il giusto equilibrio tra il mondo delle fantasie (e delle pulsioni) e quello dei comportamenti e delle relazioni interpersonali reali può rivelarsi un compito più difficile del previsto. Naturalmente risulta impossibile, o molto difficile, immaginare la realizzazione di una qualunque fantasia fetish laddove non esistano due soggetti interessati entrambi da deformazioni psicologiche di tipo feticista o retifista, e in particolare dove le “preferenze” (gusti fetish) non abbiano punti comuni o di contatto che possano sancire una discreto margine di compatibilità tra le persone coinvolte.

A di fuori di questo “ambito di compatibilità” è difficile pensare a possibili forme di dialogo e di intesa psicofisica ed erotico-sessuale tra i soggetti. E questa è tra le principali ragioni per cui è necessario individuare innanzitutto questo “ambito” operativo comune tra persone interessate da deformazioni fetish, proprio per evitare che insorga in partenza o a posteriori una conflittualità relazionale e un problema di accettazione della propria ed altrui natura psichica ed erotica.

Le persone caratterizzate da una psicologia fetish cercano costantemente questo genere di equilibrio e rapporto con se stesse e le altre persone; ne sono una chiara dimostrazione i crescenti contatti virtuali che esse provano ad instaurare attraverso la rete internet nella speranza di potere approdare ad incontri e conoscenze reali, che permettano loro di sperimentare e vivere le proprie pulsioni fetish in modo compiuto e totale, e soprattutto senza conflittualità e sensi di inadeguatezza.

La gestione di questo tipo di rapporti o relazioni fetish tra soggetti è di solito tutt’altro che facile, in particolare nel momento in cui si decide di passare dal mondo delle fantasie a quello delle esperienze reali. Per facilitarsi il compito e bruciare subito le tappe di avvicinamento a questo genere di esperienze numerose persone preferiscono subito rivolgersi a figure professionali che offrono servizi fetish a pagamento (Mistress, Prodom, Master, BDSMer, ecc.), ma in alcuni casi questa veloce soluzione si rivela poco adatta al tipo di “ricerca di emozioni e risposte esistenziali” che questi soggetti vorrebbero trovare nel mondo esterno alle proprie fantasie ed esigenze erotiche, generando spesso uno stato di frustrazione causato dalla delusione delle aspettative personali.

Un’alternativa valida a questo percorso facilitato è la ricerca di comuni persone che si dimostrino disponibili a condividere questo genere di emozioni ed esperienze, percorso tuttavia irto di imprevisti e difficoltà e soprattutto capace di consumare molto tempo ed energie a coloro che decidono di dedicarvisi. Motivo per cui molte persone abbandonano i propri migliori propositi e scelgono di accontentarsi di semplici esperienze virtuali…spesso anche per timore di non essere capaci di gestire “situazioni reali”.

Quando questo genere di problemi vengono finalmente superati e il contatto reale con l’altra persona viene reso possibile, le persone interessate dalla deformazione fetish hanno la preziosa opportunità di vedere esaudite le proprie aspettative e di potere costruire un rapporto più vero e solido con il partner di relazione o “gioco erotico”. Giunti a questo nuovo scenario si possono palesare tuttavia nuove domande e problematiche esistenziali, che pongono in prima linea la questione delicata della possibilità di coesistenza tra relazioni fetish e non. Esistono infatti persone che non riescono, per loro sfortuna, ad esaudire o completare le proprie esigenze fetish all’interno della stessa relazione di coppia e cercano pertanto di ricreare occasioni “libertine” di sperimentazione del fetish all’esterno della propria relazione. Una situazione potenzialmente molto pericolosa , anche quando non sia presente un interesse sessuale per soggetti diversi dal proprio partner usuale, perché in grado di incrinare il rapporto di reciproca stima e fiducia all’interno della stessa coppia.

Naturalmente il fetish di cui stiamo argomentando non dovrebbe avere nulla a che spartire con l’amore e con i desideri di tradimento (erotico e/o sessuale), ma è innegabile altresì il fatto secondo cui il limite tra esigenze fetish ed esigenze erotico-sessuali è labile e spesso può condurre a conflitti e incompatibilità insanabili tra i vari generi di rapporto. Se ci fosse un reale rispetto totale delle persone ed una reciproca accettazione anche delle proprie esigenze fetish e delle proprie fantasie la “coppia moderna” sarebbe capace di accettare questo genere di “evasione fetish” in esterno alla coppia, e forse non avrebbe necessità di ricorrere a tale evasione perché in tal caso farebbe di tutto per assecondare le rispettive pulsioni realizzandole all’interno della coppia stessa… discorso complicato e difficile da attuare nella realtà del menage quotidiano dei tradizionali rapporti di coppia.

La difficoltà principale è proprio quella di riuscire a fare accettare ad entrambi i partner l’idea che possano coesistere “rapporti interpersonali paralleli” dove il “libertinaggio fetish” non venga mai confuso con il “libertinaggio erotico-sessuale” e vissuto come tale, perchè in quet’ultimo caso la sovrapposizione dei due concetti porterebbe a configurare un effettivo “tradimento”.

Conoscere la propria ed altrui psicologia fetish è una base importante per riuscire a comprendere meglio e gestire la propria deformazione fetish nel rapporto con le altre persone, senza dovere necessariamente reprimere la propria natura o vivere queste pulsioni e passioni in modo colpevolistico e conflittuale.

Doctor R.

autore del saggio “Profumo di zoccoli”

Leggi anche “Psicologia Fetish (parte 2)

Il gesto sensuale ed eroticamente fetish del “dangling“…

Pricologia Fetish (Parte II)

“…dovete essere pazzi, vi piace l’odore dei piedi e delle calzature femminili!?”

Ora che il ghiaccio è stato rotto, grazie all’articolo d’apertura Psicologia fetish (Parte I), dovrebbe essere molto più facile avviare qualche approfondimento sul tema dell’attrazione per i piedi e le calzature femminili. Lo studio della psicologia fetish mi ha condotto nel corso degli anni a comprendere numerosi caratteri e manifestazioni della fenomenologia feticista e retifista, e nonostante possano esistere anche differenze notevoli tra le varie “preferenze” espresse da persone coinvolte da deformazioni fetish di sesso maschile o femminile, c’è quasi sempre un carattere comune denominatore che caratterizza queste manifestazioni: la dimensione olfattiva.

L’olfatto è uno dei cinque sensi umani che più influenza l’esperienza sensoriale dei soggetti interessati da deformazioni feticiste e non solo dei cosiddetti feticisti dei piedi tout-court. Le ragioni di questa centralità dell’olfatto potrebbero essere rinvenute nel concetto scientifico di molecole feromonali, che troviamo principalmente in natura nel mondo animale…ma d’altro canto anche l’essere umano è un’animale.

Senza scomodare i feromoni (per alcuni studiosi ancora da dimostrare se esistenti anche nell’essere umano) possiamo affermare tuttavia che le molecole che veicolano i diversi odori (o aromi) giocano un ruolo comunque decisivo nella meccanica dell’eccitazione erotica-sessuale tipica dell’essere umano e che in presenza di una psicologia fetish il rapporto di causa ed effetto instaurantesi tra stimolazione fisica ed eccitazione psichica è ancora più forte ed evidente che nei comuni soggetti non interessati da deformazioni feticiste.

Coloro che provano una forte attrazione per i piedi femminili e per le relative calzature vivono la propria deformazione fetish come un’esperienza olistica, dove non è possibile separare e valutare singolarmente le varie componenti che contribuiscono alla creazione complessiva dell’esperienza fetish. Naturalmente esistono persone che non amano particolarmente le caratteristiche legate alla dimensione olfattiva dell’esperienza e che prediligono più gli aspetti estetico-visivi o uditivi e tattili, ma in qualche misura anche questi ultimi caratteri preferenziali subisco la determinante influenza della dimensione olfattiva.

Ciò equivale a dire che in mancanza di contributi stimolativi legati anche al gusto e all’olfatto non si può parlare propriamente di esperienza fetish a tutto tondo.

Fatta questa importante premessa è facile intuire il legame di causalità ed effetto che intercorre tra le sollecitazioni attivate da piedi e calzature femminili e le manifestazioni comportamentali fisiche e psicologiche espresse dai soggetti interessati dalle deformazioni fetish. Un legame di “dipendenza psicologica e fisica” che non può essere sciolto facilmente senza creare scompensi nell’equilibrio psicofisico del soggetto feticista o retifista. In questo senso la persona con deformazione fetish è un soggetto “debole”, perchè subisce passivamente gli effetti di questa dipendenza, che è anche una dipendenza psicologica di tipo “affettivo”.

Pertanto la persona con deformazione fetish è in senso generale un soggetto “passivo”, che ama subire il controllo e il fascino esercitato dal feticcio attraverso il ruolo “attivo” svolto dalla persona per la quale egli prova irresistibile attrazione e/o pulsione erotica-sessuale (soggetto dominante). Di qui nasce il problema dell’opportuna gestione delle relazioni o rapporti fetish tra soggetto passivo e soggetto dominante (attivo), perché la posizione psicologica di debolezza e totale affidamento nelle mani del soggetto attivo (dominante) espone la persona passiva al rischio di subire forme di “ricatto psicologico” qualora il soggetto dominante non sia animato da principi morali e da comportamenti etici che rispettino la persona e il giusto e conveniente equilibrio tra i ruoli assunti dai partner di gioco o relazione D/s.

Doctor R., autore del saggio “Profumo di zoccoli”

“sessione di foot worship”: il piacere fetish di massaggiare, leccare e annusare i piedi femminili…

Psicologia Fetish (Parte I)

Psicologia fetish

“Non mi dirai che ti piace il modello della bidella in zoccoli bianchi traforati!?”,

“…davvero hai un fetish appeal per le infermiere e le dottoresse in zoccoli?”,

“…che strana mania, sei infatuato dalle donne e ragazze che indossano gli zoccoli! …”,

“oh mio dio! …per caso… non sarai mica un feticista!?”,

In quante occasioni e quante volte vi sarete sentiti rivolgere simili domande, sospese a metà fra scandalizzata incredulità e tipico sfottò da aria di superiorità e compassionevole sufficienza? Forse mai, una sola volta o probabilmente tante… chi è interessato da questa particolare deformazione fetish conosce bene cosa significhi convivere con questa “mania” e con il fiato del giudizio altrui sul collo. Ma soprattutto conosce le paure e i rischi a cui può esporsi allorquando una passione del genere non riesce più ad essere adeguatamente controllata e metabolizzata nella vita privata e, ancora più, in quella pubblica. Già…perchè il rischio di essere subito bollati come dei depravati “feticisti”, in cerca di strane esperienze edonistiche o avventure trasgressive dal possibile risvolto psicopatologico, è molto concreto e con esso si accompagna di solito anche il timore della marchiatura sociale dell’emarginazione fisica e dell’isolamento psicologico. Qui tuttavia non stiamo naturalmente discutendo del problema del feticismo parzialista, vale a dire un feticismo conclamato e autoreferenziale, che si autoalimenta e annichilisce ogni genere sano di rapporto e relazione umana con il partner, oggettificandone ogni aspetto per giungere alla sua completa sostituzione con il “feticcio”, e quindi una palese forma patologica di feticismo, ma stiamo parlando di deformazioni psicologiche (o parafilie) che potrebbero ad un determinato livello sfociare anche nell’ambito patologico. Parliamo piuttosto di “preferenze” e pulsioni erotico-sessuali di tipo fetish, senza necessarie ricadute nell’ambito delle psicopatologie. Per affermare che una “deformazione” (o mania) se confinata entro determinati limiti può essere una normale e naturale espressione della propria personalità e anche un interessante ingrediente che può stimolare e vivacizzare i rapporti interpersonali con l’altro sesso. Conoscere la propria ed altrui psicologia fetish è quindi un passaggio fondamentale per riuscire a gestire questo tipo di parafilie, canalizzandole sempre nel versante sano delle relazioni umane e migliorando lo stato di benessere psicofisico delle persone coinvolte direttamente o per via collaterale da questo genere di manifestazioni e comportamenti. Nel libro e-book, intitolato “Profumo di zoccoli”, il tema della psicologia fetish è il filo conduttore lungo il quale si snoda tutta la dissertazione analitica condotta dall’autore. Un viaggio nella psiche umana del fetish, per approdare alle sue concrete manifestazioni nel campo delle relazioni D/s, del Femdom e del BDSM.

Doctor R., autore del saggio “Profumo di zoccoli” https://doctorretifist.wordpress.com

“Il fetish per la nurse in zoccoli” Quale arcana deformazione psicologica vi si cela dietro?

La calzatura come oggetto erotico

“Buttplug Shoe” (Plug Pump), la calzatura stimolante…

Il largo arsenale di gadget erotici, facilmente reperibili online e nei diversi sexy shops, ci ha da tempo abituato a vedere il sesso fetish e BDSM come se fosse una normale estensione del porno…solo con l’aggiunta di qualche collare, polsiera, bavaglio e frustino alla tradizionale lista di sex toys, composta da falli, vibratori, cunei anali, ecc. …ma a a volte la fantasia dei creativi che lavorano nel settore dell’erotismo trasgressivo ed estremo supera ogni nostra più peccaminosa aspettativa e ci regala veri e propri gioielli di oggettistica sadomaso fetish, tanto singolari da non lasciare indifferente neppure le persone più bigotte e refrattarie all’eros trasgressivo.Uno degli oggetti particolarmente piccanti che ho scovato in rete e che alla sola vista mi ha provocato un leggero brivido di fantasia trasgressiva è la decolleté con tacco a forma di plug anale…sono convinto che se tutti riusciamo ad immaginarne i possibili e stimolanti utilizzi, solo poche persone sarebbero realmente disposte a regalare un simile gioiello calzaturiero alla propria Donna “dominante” e testarne con lei l’efficacia… troppo pessimista?Forse…ma Doctor R. lo proverebbe senza esitazione 🙂

foto: dal profilo facebook Ryano Mc (shoes for erotic life: www.ainsley-t.com)